NON MI FATE PAURA!
| Idee - Politica nazionale |
Un amico, nei giorni scorsi mi ha detto “…Mi piacerebbe vederti camminare per strada con indosso un cappello piumato, degli stivali bianchi, dei pantaloni di cashmere leopardati, e magari dei guanti di velluto rosso e una maglietta con la scritta “Non mi fate paura” . Sai , Daniele, l’idea di mostrarti così audace e sfacciato è perfettamente in linea con i tempi. Ma questo modo di esprimerti non fa per te, trovane uno equivalente!...”.
Credo sia giusto essere audaci. Ma di quale audacia stiamo parlando?
Non sto parlando di volerci tutti bene ingenuamente!
Sto parlando di AUDACIA DELLA SPERANZA!
La settimana scorsa a Berlino c’erano davanti alla porta di Brandeburgo 210.000 mila persone ad ascoltare BARACK OBAMA parlare di caduta di tutti i muri e di diritti umani per tutte le persone.
Mentre noi stiamo parlando di “STATO DI EMERGENZA IMMIGRAZIONE”, di “IMPRONTE DIGITALI per schedare i BAMBINI!!!!!!!!! Rom”. Per giorni e settimane, i mass media non hanno fatto che parlare e diffondere immagini di caccia ai rom, di blitz notturni della polizia nei luoghi dove vivono accampati gli extracomunitari, di rigurgiti razzisti violenti in città del Sud e del Nord. Sta prendendo corpo il pregiudizio che «immigrato» sia sinonimo di «delinquente» e «irregolare» equivalga a «criminale».
Forse dovremmo invece parlare di “emergenza civiltà” (come bene dice Enzo Bianchi in un recente articolo di stampa).
Essere attenti a sentimenti diffusi nella società, ascoltare le paure che emergono, non significa cessare di interrogarsi su cosa e chi le genera, non comporta l’abdicare ai principi fondanti il vivere insieme, non richiede l’abdicazione della ragione e dell’umanità di fronte alla passione emotiva.
Sembra quasi che i Principi fondamentali del diritto nazionale, comunitario e internazionale, come la non discriminazione in base all’appartenenza etnica o religiosa, vengano declassati a secondari di fronte alla percezione di una “emergenza” che, anche se fosse tale e di grave entità, non dovrebbe però mai sospendere le garanzie essenziali della convivenza civile.
Ritengo infatti che sia proprio di fronte alle “emergenze”, vere o create ad arte e alimentate per ragioni non sempre trasparenti, o percepite che siano, che vengono alla luce le radici autentiche di un tessuto sociale e la solidità di convincimenti etici e religiosi.
Del resto ci sono nodi che è inutile fingere di ignorare.
Certo, l'immigrazione porta con sé dei problemi, anche gravi; ma occorre:
a) dire che Non tutto dipende da noi (il tema della migrazioni è strutturale alla nostra epoca). La prima cosa da fare, quindi, è prendere coscienza che siamo di fronte a un «fenomeno ormai strutturale delle nostre società». Inoltre si deve dire che per risolverlo è necessaria e insostituibile la cooperazione internazionale.
b) Valorizzarne le opportunità positive: una prima opportunità offerta all'Italia dall'immigrazione riguarda il lavoro. I lavoratori immigrati continuano ad aumentare: nel nostro Paese sono 1 ogni 10 occupati. Una seconda opportunità positiva che l'immigrazione porta con sé riguarda l'equilibrio demografico, cui potranno contribuire le famiglie immigrate.
c) Occorre poi superarne con coraggio le difficoltà e dire che non tutto può essere fatto subito. Perché l'immigrazione offre soprattutto una terza opportunità, non meno importante, di natura culturale, morale e religiosa. Gli immigrati ormai sono una componente stabile (oltre 2 milioni) e di variegata provenienza (almeno 10 aree geografiche di principale provenienza) della società italiana.
Il futuro del nostro Paese, quindi, è legato all'immigrazione. Ha ancora senso criminalizzarli?
Si tratta di elaborare un'efficace politica migratoria, non solo che formuli norme giuridiche adeguate a regolare i flussi, ma che si prenda anche a cuore l'inclusione degli immigrati.
Non bastano più le soluzioni di emergenza.
Ma molti politici (anche di centrosinistra) preferiscono trovare dei colpevoli, scagliarsi contro qualche bell’antipatico di turno (gli speculatori se parliamo di petrolio o di prezzi, gli stranieri se parliamo di sicurezza, la Cina se parliamo di commercio ecc).
Guardandosi bene dal scegliere le soluzioni che possano comportare sacrifici immediati e benefici futuri per i propri concittadini.
Faccio un esempio: BIBIONE E LIGNANO; Bibione è sempre stata accogliente anche con i turisti da Est Europa, Lignano sempre molto snob: dopo venti anni dalla caduta del muro di Berlino possiamo dire che la politica turistica di Bibione è stata di gran lunga più lungimirante.
C’è qualcuno che invece parla dei problemi? E di visioni che ci guidino?
Non si tratta di entrare nel merito di decisioni tecniche e operative per fronteggiare il disagio, ma di elaborare con mente lucida non solo una strategia ma un pensiero di ampio respiro che sappia capire e analizzare ciò che sta dietro agli eventi, in profondità e proporre – e non subire – soluzioni realmente efficaci, durature e generatrici di futuro.
Per concludere voglio ribadire che se le elezioni del 13-14 Aprile 2008 sono state vinte sostanzialmente da uno schieramento che ha detto “noi vi tuteliamo”, mentre chi ha detto “vogliamo apertura e innovazione” ha perso, Io voglio dire che non voglio essere tutelato da nessun arcigno capopopolo fintamente interessato alla nostra tutela, veramente interessato alla sua pancia, e che propone soluzioni d’effetto immediato ma assolutamente inefficaci per il nostro futuro.
Come dimenticare, per esempio, che solo qualche anno fa vi era chi auspicava di favorire l’immigrazione da paesi di tradizione cristiana piuttosto che musulmana pensando così di facilitare l’integrazione dei nuovi arrivati? I gravissimi episodi di intolleranza e xenofobia nei confronti di zingari e romeni – in maggioranza di religione cristiana – dimostrano purtroppo la miopia di tale auspicio: i problemi erano e sono di altro tipo.
Siamo davvero convinti di difendere la nostra identità di popolo e nazione civile fomentando il ritorno alla barbarie dell’homo homini lupus? Che “sicurezza” sarebbe mai quella imposta con la violenza, il sopruso, la violazione dei principi costituzionali?
Non voglio un tono paternalistico di tutela, voglio un tono di audacia e di speranza, voglio prendere la vita nelle mie mani, essere protagonista del mio futuro, USARE IL BAGAGLIO DI VALORI E SIGNIFICATI CHE PER NASCITA, EDUCAZIONE, FORMAZIONE, ED IN FINE PER SCELTA SENTO MIEI, frutto di decenni e secoli di maturazione del pensiero e dell’azione di singoli individui e di gruppi sociali, SCRITTI NELLA NOSTRA Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei diritti Umani.
Voglio dire a tutti : NON MI FATE PAURA!!!
Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Settembre 2008 08:40)













