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Home Idee Politica nazionale Scuola: due, tre cose che so e vorrei dire

Scuola: due, tre cose che so e vorrei dire

Idee - Politica nazionale

Quando agli inizi degli anni 80 uscì la Circolare Galloni che invitava Amministrazioni Comunali, Scuole ed insegnanti a ripensare la scuola in favore di quelli che venivano bocciati o l’abbandonavano in anticipo, soprattutto al Sud, pensai che fosse una cosa giusta.

Più tempo a scuola voleva dire meno tempo per strada.

Un anno dopo, la legge introdusse l’organizzazione per moduli alle elementari, aumentò il tempo scuola da 24 a 27 ore settimanali fino a 30 con l’introduzione della lingua inglese e dove possibile, cioè laddove i Comuni erano in grado di offrire il servizio mensa e trasporti, furono previsti i rientri settimanali per realizzare attività laboratoriali e di avvio alle educazioni: sportive e musicali in genere.

Migliaia di insegnanti vennero formati per imparare a lavorare in team, a valutare in gruppo, a programmare secondo aree disciplinari specifiche; il contratto di lavoro della scuola prevedeva scatti, fasce di stipendio legate all’obbligo della formazione.

Ora! Cambiare si può e si deve, quando i risultati conseguiti non sono quelli attesi, ma le verifiche in ordine alle sperimentazioni in atto non si producono dall’oggi al domani solo mediante una politica di ordine economico: leggi tagli agli organici.

Si dice: la scuola pubblica italiana non è competitiva, non è formativa, non assolve al proprio ruolo educativo, assorbe l’intero ammontare delle risorse economiche destinate alla P.I. in stipendi per insegnanti che sono troppi rispetto alle classi ed al numero dei ragazzi.

Se questo è vero si deve riformare l’intero sistema scolastico nazionale, mentre l’operazione ritorno al maestro unico con il correttivo del grembiule e l’introduzione del voto in cifre, non modifica il sistema-scuola del paese-Italia, né la qualità dell’insegnamento, produce solo cassa e disoccupazione.

In merito ai risultati, sono oltre il 20,2% gli studenti italiani quindicenni che hanno conseguito un punteggio inferiore alla soglia minima internazionalmente convenuta in cinque indagini internazionali: PISA (Programme for International Student Assessment) literacy, PISA matematica, PISA scienze [PISA 2000] TIMMS matematica, TIMMS scienze [TIMMS 1999] ( cfr. N. Bottani, Una pagella per la scuola, Erikson 2003).

Il 40,7% degli studenti delle superiori hanno debiti in matematica

La scuola primaria, al contrario, può contare su un alto indice di gradimento da parte delle famiglie e su risultati ottimali in ambito internazionale. Perché dimenticare il successo della scuola dell’infanzia di Modena che attirò l’interesse degli USA su come educare nella primissima fascia di età?

L’Europa ha avviato un’indagine conoscitiva sui livelli di comprensione della lettura dei bambini tra i 9 e i 10 anni indicata con l’acronimo di IEA PIRLS alla quale l’Italia ha partecipato nel 1999 con 150 scuole. Ebbene i risultati della primaria italiana sono stati molto lusinghieri: si è collocata fra i primi paesi , avendo raggiunto un punteggio medio elevato, lontano dalla media internazionale.

Erano ragazzini formati nella scuola pubblica con organizzazione modulare. Perché non dirlo?

Un’ultima considerazione. Molti luoghi comuni aleggiano quando si parla di scuola, e spesso a servirsene sono anche direttori di giornali o opinionisti serali. A chi mi dice che in Italia gli insegnanti sono molti, rispondo che la scuola Italiana accoglie i bambini diversamente abili e anche quelli con handicap grave e per loro ci sono le insegnanti di sostegno. In Germania e in molti altri paesi del mondo, (qui si conta la globalizzazione) questi bambini sono relegati nelle differenziali e vengono economicamente scaricati fra i costi sociali.

A chi mi dice “Una volta io avevo la maestra unica e, vedi come sono cresciuto bene” rispondo che gli anni non passano invano: chi ha studiato, si è preparato professionalmente ha incontrato molte persone nella sua vita che hanno contribuito alla sua formazione e ad arricchire il suo bagaglio culturale. Resta inteso che, la sera quando va a dormire, gira l’interruttore della luce e non accende più la candela.

Non si torna mai indietro. Lo spero anche per i miei bambini e per mia figlia.

Vittoria Pizzolitto
(insegnante della scuola primaria: prima supplente, poi di ruolo; prima diplomata, poi laureata; prima unica, poi in modulo; oggi al tempo pieno e domani chissà…)

(Ci è pervenuto il seguente commento da parte di Paola Guerra)

Cara Vittoria,
vorrei aggiungere altre due o tre cose a quelle che sai e che hai scritto.
Mi sta a cuore ricordare l’incongruenza con la quale SEMPRE si applicano riforme scolastiche ad un ordine di scuola (Primaria) che da SEMPRE funziona.
Mi sta a cuore far sapere che SEMPRE e comunque gli insegnanti della scuola primaria hanno saputo adeguare la propria professionalità a riforme, a cambiamenti, a nuovi piani di studi, a nuove indicazioni.
Certo… non è sempre stato possibile mettere “al di sopra di tutto e di tutti” il grande protagonista della scuola: il bambino. Governi dilettanteschi e proposte educative e didattiche paradossali ci hanno spesso remato contro, ma i bambini – in generale – sono riusciti a stare bene a scuola… una scuola che:

 

  • ha saputo funzionare anche davanti a retribuzioni inadeguate e a fondi statali “da poveri”;
  • ha fatto crescere bambini, recuperando gli aspetti più importanti dell’infanzia;
  • ha riconosciuto nella diversità (fisica, sociale, culturale) uno strumento per la salvaguardia e l’affermazione dell’identità personale.

 

È poco?
Oggi, all’interno di una direzione di governo che riconosce bene “la produzione” e “il privato”, gli insegnanti si trovano ad essere I FANNULLONI STATALI, fortunati per aver ottenuto un lavoro facile e sicuro.
Da qualche parte ho letto: “… abbiamo bisogno di un sistema educativo che abbia il coraggio di guardare non solo alla razionalità, ma anche alla saggezza…”
Vorrei farlo leggere al Ministro Gelmini.

 

 

Paola Guerra
(per ora ancora insegnante di ruolo a tempo indeterminato)

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 24 Settembre 2008 10:02)

 

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