Sanità: La Giunta regionale tiri fuori i soldi, poi PARLEREMO DI NUOVE STRUTTURE.
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La Giunta regionale tiri fuori i soldi per avviare immediatamente i lavori di ristrutturazione necessari agli ospedali esistenti!
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Si parla di nuove strutture, NUOVI OSPEDALI (per la ASL 10 PORTOGRUARO SAN DONà e per la ASL 13 Dolo Mira) senza aver ancora adottato un nuovo piano regionale socio-sanitario.
Il CENTRO DESTRA per dispute e baruffe interne non approva il PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE, e continua a procrastinare le necessarie scelte per riorganizzare la Sanità.
Per la ASL 10 questo comporta un danno stimato annualmente in 5 mio di euro.
SENZA UN PIANO STRATEGICO REGIONALE SIAMO IN BALIA dei si dice e dei mi pare, come se si potesse scegliere investimenti in un ambito di evoluzione tecnologica continua e la cura delle persone con delle decisioni DATATE DI 15 ANNI FA, approssimative perché NON COORDINATE IN UNA VISIONE GENERALE e continuamente contrastate all’interno della stessa compagine di Governo regionale.
La Giunta regionale abbandoni, quindi, progetti di OLPEDALE UNICI COME I DUE CITATI (DOLO Mirano e Portogruaro-San Donà) e tiri fuori i soldi per avviare immediatamente i lavori di ristrutturazione necessari agli ospedali esistenti, di potenziamento delle unità territoriali DEI MEDICI DI base, di riduzione delle liste di attesa.
DAL 2005 SI SONO SUSSEGUITI 3 ASSESSORI regionali alla sanità.
SE il Centro Destra non è in grado di formulare una proposta di PIANO Strategico SANITARIO REGIONALE guardi a quella presentata in CONSIGLIO REGIONALE dal PARTITO DEMOCRATICO l’08 01 2008.
Il progetto del PD affronta innanzitutto l'emergenza "liste d'attesa".
Stabilisce che "il cittadino ha diritto alle prestazioni prescritte dal medico curante entro il termine massimo di trenta giorni" in base ai protocolli a suo tempo stabiliti dalla Giunta. Qualora tale termine venga superato la prestazione è erogata prioritariamente dall'azienda Ulss anche facendo ricorso all'attività libero-professionale "intra moenia" senza oneri per il paziente.
Il progetto prevede che le liste di attesa siano monitorate con scadenza trimestrale e che il mancato raggiungimento del rispetto dei tempi previsti costituisca motivo per la risoluzione del contratto di nomina del Direttore Generale.
Il progetto di legge presentato punta alla creazione di un fondo per la "non autosufficienza" con l'obiettivo di sollevare le famiglie dagli oneri anche finanziari dell'assistenza degli anziani.
Si mira inoltre all'aumento dell'offerta dei servizi domiciliari e all'attivazione nel territorio di strutture di comunità per garantire la presa in carico e la continuità assistenziale gratuita nelle situazioni nelle quali prevalga l'aspetto sanitario.
La proposta del PD, infine, definisce, potenziandolo, il ruolo dei sindaci come contrappeso istituzionale alla logica aziendalistica che mira ad anteporre il pareggio di bilancio all'obiettivo primario della tutela della salute dei cittadini.
Altri aspetti significativi della proposta di legge del PD riguardano le scelte dei primari, l'accreditamento delle strutture private e il nuovo ruolo che dovranno assumere le farmacie.
Inoltre la visione completamente diversa per quanto riguarda l’organizzazione territoriale delle ASL.
QUI TROVATE il PIANO STRATEGICO per la Sanità veneta del Partito Democratico
Ultimo aggiornamento (Lunedì 30 Novembre 2009 16:33)














Comments
Se queste sono le proposte del centrodestra per evitare la diaspora fuori regione, siamo messi bene...
Andrea Russo
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