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Home Idee Politica locale La Sanità: il Partito Democratico alle spalle degli Amministratori nello studio dei problemi

La Sanità: il Partito Democratico alle spalle degli Amministratori nello studio dei problemi

Idee - Politica locale

 

Riteniamo essenziale che il Partito Democratico sia alle spalle dei consiglieri comunali, provinciali, regionali, deputati e senatori nello studio dei problemi rispettando il loro ruolo e la loro autonomia ma al tempo stesso nella richiesta di un dialogo costante che arrivi prima e non dopo le scelte politiche significative, ossia le scelte che incidono sulla vita delle nostre comunità.

A loro è stato indirizzato nei giorni scorsi, simbolicamente all'inizio della legislaura Regionale, il Documento  "REGIONALI 2010: la sanita' " dei Circoli PD del Porotogruarese, che illustra le nostre idee sul tema SANITA' ed è frutto di una serie di riunioni fra i Circoli PD di Area Portogruarese avvenute nel corso di Febbraio e Marzo 2010.

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Circoli Partito Democrtico del portogruarese - Annone Veneto, Carole, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, Santo Stino, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto

REGIONALI 2010: SANITA'

Il partito democratico e il suo programma è fortemente determinato a tutelare e sostenere le aree di confine, in particolare per quanto riguarda la SANITA’ è fondamentale dare una soluzione a questa incertezza ed eliminare le disparità.

Il portogruarese si pone.....................

 

 

 

….................. come area di cerniera tra il vicino Friuli in cui convivono le particolarità della regione a statuto speciale e con il territorio del veneto orientale. (LEGGE 30/2007, LEGGE 16/1993)



Il tema della salute è un tema politicamente prioritario. Avere a cuore la salute significa dare strutture e non lasciar soli i cittadini e le famiglie.

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È chiaro che la realtà sociosanitaria della nostra ASL 10 è particolarmente complessa; per la sua collocazione geografica: un territorio lungo e stretto, per la vocazione turistica con esigenze sanitarie di circa 200 mila abitanti normalmente residenti e circa 16 milioni di presenze turistiche; per la costruzione storica: nei due Mandamenti che nel tempo si sono sommati, quello di Portogruaro e quello di San Donà di Piave, sono presenti due plurisecolari strutture ospedaliere cui, via via, si sono aggiunte negli Anni 50 la Casa di Cura privata Rizzola e negli Anni 70 l’Istituto Elioterapico di Jesolo trasformato in presidio ospedaliero.

Il risultato, frutto di questa sommatoria, è uno sbilanciamento evidente: tre strutture ospedaliere sono presenti nella metà del territorio ( il sandonatese) , una sola nell’altra metà del portogruarese (Circa 100.000 abitanti residentie e circa 7 milioni di presenze turistiche), ed una serie di doppioni che all’interno delle stesse sono venuti a coesistere.

La Regione Veneto, Ente competente in materia, ha rilevato il problema fin dagli anni 70.

La mancata soluzione di questo sbilanciamento condiziona un definitivo e funzionale assetto degli ospedali di Portogruaro e San Donà di Piave e proroga e condiziona decisioni importanti, comporta una dispersione di risorse umane ed economiche.

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Vogliamo ricordare che la Regione del Veneto, la cui Giunta è oramai alla fine del suo mandato, non si è a tuttoggi dotata di un Piano Socio-Sanitario, documento che rappresenta il punto di riferimento certo per le politiche territoriali; inoltre le attuali Schede di servizio sono datate.

Si parla di nuove strutture, NUOVI OSPEDALI (per la ASL 10 PORTOGRUARO SAN DONà e per la ASL 13 Dolo Mira) senza aver ancora adottato un nuovo piano regionale socio-sanitario.

Il CENTRO DESTRA per dispute e baruffe interne non approva il PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE, e continua a procrastinare le necessarie scelte per riorganizzare la Sanità.

SENZA UN PIANO STRATEGICO REGIONALE SIAMO IN BALIA dei si dice e dei mi pare, come se si potesse scegliere investimenti in un ambito di evoluzione tecnologica continua e la cura delle persone con delle decisioni DATATE DI 15 ANNI FA, approssimative perché NON COORDINATE IN UNA VISIONE GENERALE e continuamente contrastate all’interno della stessa compagine di Governo regionale.

La Giunta regionale abbandoni, quindi, progetti di OLPEDALE UNICI COME I DUE CITATI (DOLO Mirano e Portogruaro-San Donà) e tiri fuori i soldi per avviare immediatamente i lavori di ristrutturazione necessari agli ospedali esistenti, di potenziamento delle unità territoriali DEI MEDICI DI base, di riduzione delle liste di attesa.

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Il Partito Democratico del Veneto Orientale ritiene urgente ripensare e riprogrammare la rete di strutture e servizi, anche territoriali, per riqualificare l’offerta socio-sanitaria-assistenziale della nostra USL n. 10.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario il Partito Democratico sostiene:

la riconferma ed il potenziamento degli Ospedali di Portogruaro e San Donà, sia nella localizzazione sia nella funzione di Presidi Polispecialistici per Acuti forniti di adeguata tecnologia, prevedendo un’unica collocazione a Portogruaro o a San Donà di quei Reparti e Specialità che per loro natura devono operare a favore di un’utenza pari all’intera popolazione della nostra USL, che conta circa 210.000 abitanti.

In questa direzione è necessario:

  1. per l’Ospedale di Jesolo: mantenere la diagnostica, un pronto soccorso autonomo dotato di astanteria in grado di assicurare il ricovero per le emergenze, il servizio di dialisi, i reparti di lungodegenza e riabilitazione (dimensionati a scala dei residenti);

  2. per la Casa di Cura “Rizzola”: mantenere la diagnostica, qualificare la struttura quale centro specializzato per la geriatria, la lungodegenza e la riabilitazione, la RSA;

  3. per il Portogruarese: mantenere la diagnostica ed i servizi del Centro Medico San Biagio.

La situazione oggi esige, dopo il lungo ed inaccettabile ritardo della Regione Veneto nel programmare e gestire le scelte necessarie a portare ad efficacia ed efficienza i servizi della nostra ULS, interventi rapidi e risolutori.

La realtà, invece, è nota a tutti: quattro Ospedali di rete, cioè con specialità di base che fanno sostanzialmente le stesse cose, sono fonte di sprechi e di inefficienze, non forniscono un servizio di qualità conforme a quanto chiedono i cittadini-contribuenti-utenti.

La spesa sanitaria ha negli Ospedali la massima concentrazione.

Abbiamo i dati dei costi riferiti al 2006:

  • Ospedale di Portogruaro 57.400.000 €

  • Ospedale di San Donà 52.500.000 €

  • Ospedale di Jesolo 18.150.000 €

Sempre nel 2006 la sola spesa ospedaliera erogata dall’ULS alla Casa di Cura “Rizzola” ammontava a € 9.900.000.

Altri importanti indicatori (2008) sono dati dalla spesa della ULS n. 10 per prestazioni presso altre strutture sanitarie della Regione Veneto:

  • 37.017.000 (a fronte di prestazioni erogate a cittadini di altre ULS presso la ULS n. 10 pari a € 12.416.000)

e dalla spesa per prestazioni presso strutture sanitarie di altre Regioni:

  • 23.712.000 (a fronte di prestazioni erogate a cittadini non della Regione Veneto pari a € 9.060.201).

Mentre per le specialità mancanti negli ospedali del Veneto Orientale la mobilità è necessitata, per le specialità presenti la mobilità denuncia uno scarso livello della qualità percepita dall’utenza. La dirigenza dell’ULS avrebbe dovuto operare per tempo le scelte e gli interventi possibili per migliorare la situazione.

Riteniamo che per i servizi ospedalieri (di Portogruaro e San Donà di Piave come polispecialistici, luogo di cura per acuti ad alta tecnologia e perno della Sanità nel Veneto Orientale) vadano aumentati ulteriormente la specializzazione dei reparti in un disegno di complementarizzazione fra i Presidi Ospedalieri di Portogruaro e del Sandonatese e di raccordo funzionale con l’alta specialità dell’Azienda Ospedaliera di Mestre e di Pordenone, sapendo che le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia stanno da tempo lavorando per dar corso ad una sanità integrata di servizi delle due Regioni, a partire dall’alta specialità e dai centri di riferimento per le patologie rare.

In questo senso chiediamo che la Regione Veneto Investa nella ASL 10 per il potenziamento dell'offerta e per raggiungere un livello di servizi di qualità adeguato alle necessità ( e alle tasse che pagano) dei cittadini che eviti le fughe verso altre Regioni buona parte del differenziale dalla spesa per prestazioni presso strutture sanitarie di altre Regioni: € 23.712.000 a fronte di prestazioni erogate a cittadini non della Regione Veneto pari a € 9.060.201 = 14.700.000.

Chiediamo anche un riequilibrio dei posti letto all'inteno del sistema dei 20 Comuni del ASL 10 tenendo presente che sono previsti 3,5 posti letto per mille abitanti e che l'attuale situazione vede uno uno sbilanciamento evidente con una sola struttura ospedaliera presente nella metà del territorio del portogruarese (Circa 100.000 abitanti residentie e circa 7 milioni di presenze turistiche).

 

I servizi allocati in un’unica sede devono poter disporre di un organico maggiorato, adeguato a rendere un servizio continuativo e funzionale di diagnostica nell’altra sede, mentre solo i ricoveri dovranno essere appannaggio della sede propria, come già avviene - ad esempio - per Urologia.

Le liste d’attesa, che sono un problema rilevante del portogruarese e uno dei principali motivi della mobilità passiva intra ed extra regionale, devono rientrare negli standard e le risposte devono essere date, soprattutto per la diagnostica, secondo criteri di territorialità.

In prospettiva riteniamo e proponiamo venga recepito dal Futuro Piano Sanitario Regionale che il cittadino ha diritto alle prestazioni prescritte dal medico curante entro il termine massimo di trenta giorni. Qualora tale termine venga superato la prestazione è erogata prioritariamente dall'azienda Ulss anche facendo ricorso all'attività libero-professionale "intra moenia" senza oneri per il paziente. Il progetto prevede che le liste di attesa siano monitorate con scadenza trimestrale e che il mancato raggiungimento del rispetto dei tempi previsti costituisca motivo per la risoluzione del contratto di nomina del Direttore Generale.

 

Per quanto riguarda i Servizi integrati socio-assistenziali il Partito Democratico ritiene, corrette le previsioni della D.G.R 2936 del 2006 che individua per la Casa di Cura “Rizzola” un centro specializzato per la Geriatria, la lungodegenza e la riabilitazione, nonché la RSA, in considerazione dell’aumento della popolazione anziana e della mancanza di “risposte alternative esterne per curare le patologie croniche, impropriamente curate in ospedale, con costi crescenti, intasamento dei reparti e prosciugamento delle uniche risorse utilizzabili per costruire le predette strutture alternative” (“Valutazioni conclusive e proposte per il futuro” del “Bilancio di responsabilità sociale 2003-2007” – dott. Spadaro).

Troppo tempo è stato perso per dare un miglioramento visibile e misurabile dei servizi sanitari della nostra ULS, chi continua a difendere l’esistente non difende la sanità del nostro territorio.

Il Partito Democratico invita la Regione Veneto ad assumersi le proprie responsabilità nell’individuare le scelte programmatiche necessarie alla riqualificazione e al rilancio della nostra ULS, secondo le indicazioni della programmazione regionale che ridefinisce la spesa sanitaria nel rapporto 60% al territorio e 40% agli ospedali.

Le attività diagnostiche e post-acute devono essere distribuite capillarmente nel territorio e le attività terapeutiche concentrate negli ospedali altamente tecnogici.

Proponiamo vengano favorite e potenziati gli interventi volti alla riorganizzazione della Medicina di Base verso le Unità Territoriali di Attività Primaria di Medici di Medicina Generale/medici di Gruppo ( che possano effetare medicazioni, presidio in orario continuato dalle ( del mattino a sera Sabato amttinocompreso, telemedicina, referti di medicina specialistica vengano inviati a medici di base via telematica).

Si mira inoltre all'aumento dell'offerta dei servizi domiciliari e all'attivazione nel territorio di strutture di comunità per garantire la presa in carico e la continuità assistenziale gratuita nelle situazioni nelle quali prevalga l'aspetto sanitario.

La proposta del PD infine propone il potenziamento del ruolo dei sindaci come contrappeso istituzionale alla logica aziendalistica che mira ad anteporre il pareggio di bilancio all'obiettivo primario della tutela della salute dei cittadini.

Proponiamo anche che l'ASL propong alle farmacie un nuovo ruolo con utilizzo delle setesse per prenotazione accertamenti diagnostici ed eventualmente consegna referti.



Infine la Sanità nel Veneto Orientale non è solo un problema dei cittadini e delle famiglie. Ci siamo chiesti come agganciare il tessuto delle imprese locali alla competizione globale?

Come potrebbe fare impresa il settore produttivo, prevalentemente costituito da piccola e media impresa manifatturiera e dei servizi, senza il supporto di un sistema di reti immateriali (scuola, servizi collettivi come le ASL, e CCIAA, finanza locale ecc ) e materiali ( trasporti, energia ecc.).

Il Partito democratico del Portogruarese intende promuovere un azione politica capace di coniugare i temi della difesa dell’autonomia delle nostre Città con quelli della difesa dei diritti di tutti, della centralità della persona e del lavoro, della tutela dell’ambiente, dell’innovazione sociale ed economica.

Vogliamo un territorio che non sia un luogo comune del politichese ma un luogo non comune di relazioni personali ricche e di sostanza. Un territorio che conosciamo e in cui ci riconosciamo, in cui ci sentiamo ascoltati, accolti, in cui sappiamo di poter incidere e per il quale sappiamo vale la pena investire le nostre energie. Un territorio umano che serve l'individuo e quindi spera che l'individuo presti servizio a sua volta!





 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 28 Aprile 2010 07:49)

 

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