Integrazione e rispetto: alcune proposte.
| Idee - Politica locale |

Il nostro territorio, al pari del Veneto e delle aree dell’Italia che hanno avuto un lungo periodo di crescita economica e di sviluppo e nello stesso tempo stanno subendo un progressivo invecchiamento della popolazione (si vive di più e si nasce di meno) è diventato un’area di progressiva immigrazione, specie dai Paesi dell’Europa.
Agli immigrati che sono parte insostituibile del sistema produttivo e del lavoro locali oltre che del benessere sociale (badanti, infermiere, personale socio- sanitario, ecc.) vanno garantite opportunità concrete di integrazione.
L’integrazione deve essere vista come fattore vantaggioso per chi accoglie e chi viene accolto. La reciprocità dei suoi effetti benefici va evidenziata.
Alcune proposte
1 L’integrazione principale parte dalle giovani generazioni (dai bambini ai ragazzi) e si costruisce nelle scuole. Alla scuola vanno garantite quindi risorse aggiuntive per accelerare l’apprendimento della lingua italiana degli alunni che ne sono privi in toto o in parte.
2 Anche il lavoro, per le giovani generazioni (gli immigrati entrano nel mercato del lavoro molto prima degli italiani) è un fattore di integrazione sociale fondamentale. Per i giovani stranieri che iniziano a lavorare vanno offerte occasioni di conoscenza delle regole del lavoro in Italia, dei diritti e dei doveri del lavoratore.
3 Le donne, spesso sono il tramite tra la famiglia immigrata e le istituzioni locali (scuola, sanità, Comune, ecc.). Anche verso di loro, specie se sono casalinghe e hanno una famiglia numerosa, si deve provvedere con corsi incentivati di conoscenza della lingua, dei diritti sociali. In alcuni casi, specie per quelle che provengono dai paesi più poveri, bisogna operare per la alfabetizzazione.
4 Le politiche del welfare. Vanno evitate le discriminazioni nell’accesso ai servizi sociali. Non ci fanno risparmiare e creano solo nuovi poveri.
5 Patto di accoglienza. Va sottoscritto, liberamente, tra Comune e cittadino immigrato dove si conviene un corretto scambio tra l’ente ed il cittadino. Esempio: sostegni sociali a fronte di partecipazione ai corsi di lingua, diritti sociali e civili. Molto importante per togliere dalla emarginazione le donne.
6 Servizi sanitari. Affiancare ai servizi sanitari ordinari punti di assistenza dedicati agli immigrati con medici e personale sanitario straniero per meglio sviluppare campagna di informazione ed educazione sanitaria, prevenzione e cura.
7 Sicurezza. La sicurezza riguarda tutte le persone perbene. Siano esse italiane o meno. In questo senso vanno fatte iniziative che coinvolgano tutti. Ad esempio campagne anti-droga nelle scuole, lotta alla emarginazione sociale che vengano realizzare anche da personale qualificato non italiano.
8 Sburocratizzazione. Gli stranieri sono vessati da una burocrazia inaccettabile oggi per un cittadino italiano. I tempi per ottenere un permesso, la cittadinanza, il ricongiungimento della famiglia sono fuori di ogni regola ( 1 anno per il permesso, 4 per la cittadinanza, 8-12 mesi per il ricongiungimento). Le leggi che dovevano fermare i clandestini sono diventate semplicemente procedure burocratiche lentissime e costose, aggirabili e che obbligano centinaia di poliziotti e altro personale a lavorare in ufficio. Anche i datori di lavoro di immigrati extracomunitari devono subire le stesse lungaggini. Va potenziato il ruolo dei Comuni e le prerogative delle istituzioni civili nelle pratiche, decentrando i servizi.
La Regione detiene risorse importanti e competenze significative per indirizzare le politiche di integrazione, comprese quelle attivate dai Comuni. In Veneto le scelte in materia non sono state finora lineari. Dove la Lega ha messo mano si sono introdotte discriminazioni ed inutili vessazioni, in altri casi invece le cose sono state fatte con serietà.
Ma Zaia ha dichiarato che gli aiuti sociali, in questo tempo di crisi, prima vanno “ai nostri” poi, quel che resta, agli immigrati.
Vedi anche POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE: UN PRO-MEMORIA IN 10 PUNTI
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 12 Maggio 2010 22:40)












